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21 maggio 2019

Intervista a Simona Deghelli

L’immagine che ho voluto ideare per questa campagna intende rappresentare la capacità che è in ogni essere umano, abile o diversamente abile, di poter contribuire alla realizzazione di un io più grande, più forte e probabilmente migliore, semplicemente offrendo una parte di se stesso. Ognuno dei soggetti disegnati ha una disabilità fisica, che però non impedisce di mostrare la sua parte migliore e tutti insieme riescono a far sentire la propria voce, contribuendo alla creazione di un essere perfetto, costruito sulle proprie debolezze e la propria umanità.” Queste le parole del vignettista Michele Russo che, ancora una volta, ha voluto tradurre con una immagine il messaggio che l’ANMIL porta avanti nelle sue campagne di sensibilizzazione sui temi della disabilità. Un messaggio che questa volta viaggia attraverso la città di Lucca, sulle fiancate di due autobus di linea, allestiti con un mega manifesto per portare all’attenzione dei cittadini i diritti delle persone disabili. L’iniziativa, che avrà la durata di tre mesi, è stata promossa dal CTT Nord, l’azienda di trasporto pubblico locale della Toscana nord occidentale, che ha raccolto con entusiasmo la proposta dell’ANMIL e dell’UICI, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Ce ne parla Simona Deghelli, consigliere di amministratore del CTT Nord, la Compagnia Toscana Trasporti che svolge il servizio pubblico locale nelle province di Lucca, Pisa, Livorno e Massa Carrara.  

Come nasce questa collaborazione con l’ANMIL e l’UICI?  
Nasce in modo causale, come a volte accade nella vita. L’estate scorsa, essendo amministratore di parte pubblica per il territorio lucchese del CTT, ho incontrato il presidente dell’ANMIL di Lucca, Max Mallegni e quello dell’UICI, Massimo Diodati, che mi hanno sollecitato a trovare un modo per sensibilizzare l’utenza verso chi è portatore di difficoltà oggettive. Ci siamo confrontati in modo aperto perché questi argomenti stanno molto a cuore non soltanto a me, ma a tutto il consiglio del CTT, che già da anni promuove iniziative sui territori. Da qui l’idea di decorare con una vignetta due pullman che viaggiano sul percorso urbano di Lucca e che mi auguro portino calorosamente in giro il messaggio rappresentato dalla grafica. In parallelo abbiamo inserito l’ANMIL e l’UICI in un progetto che si chiama “Fermata di autobus” e che va avanti già da alcuni anni. L’iniziativa intende sensibilizzare i giovani ad un corretto utilizzo del mezzo pubblico, sia nel senso di non compiere atti vandalici, ma anche sul piano del rispetto verso gli altri viaggiatori. Lo spot che abbiamo girato quest’anno, per la prima volta insieme a queste due associazioni, si arricchisce quindi di nuovi contenuti che verranno presentati agli studenti delle scuole.

Perché avete deciso di aderire a questa campagna?
A volte si parla di cose difficili, ma la vita si basa a mio parere su cose molto semplici. Il trasporto pubblico è un servizio a cui i cittadini hanno diritto. E quando parlo di mobilità mi riferisco alle esigenze di tutti i cittadini, non solo di quelli biondi con gli occhi azzurri o di quelli mori con gli occhi verdi. È il messaggio che desidero passi attraverso questa esperienza e cioè che non possiamo dividere le persone in categorie perché i cittadini sono tutti uguali e tutti hanno diritto di essere portati dove hanno bisogno di andare, nella stessa maniera, nel rispetto delle esigenze di ognuno di loro. Per questo preferisco parlare di richieste e di peculiarità, in quanto le persone non vanno classificate perché, secondo me, non sono classificabili. 

Quale attenzione dedica la vostra azienda ai diritti delle persone con disabilità?
Si tratta di un impegno molto faticoso perché noi abbiamo 900 pullman e 1100 persone  addette al servizio viaggiatori. Facciamo anche formazione al nostro personale viaggiante, sia sulla disabilità che su altre tematiche. Ad esempio, se arriva una persona in carrozzella, abbiamo un apposito servizio per cui, telefonando al numero 050.884080, è possibile prenotare la corsa e trovare alla fermata, oltre all’autista, anche un addetto che aiuta il disabile a salire sul mezzo. 

Ritiene adeguato il servizio offerto ai disabili che vogliono utilizzare il mezzo pubblico?
Purtroppo, nella realtà dei fatti, ogni pullman ha solo una postazione per chi si muove su sedia a rotelle per cui abbiamo pensato che, chiamando il numero telefonico dedicato, il servizio sia fruibile senza che si creino sovrapposizioni sulla stessa corsa. In questo modo è possibile avere almeno la certezza di salire sul mezzo, senza aspettare inutilmente ad una fermata.  

Sono in aumento le richieste avanzate dalle persone con problemi di mobilità?
Il numero delle richieste varia a seconda dei momenti e dei territori. In generale posso dire che, negli ultimi tempi, il trend è aumentato, soprattutto per chi ha difficoltà motorie e preferisce utilizzare il servizio pubblico rispetto ad un mezzo proprio.

Per ora sono due gli autobus di linea dedicati a questa campagna. È il primo atto di un percorso che sarà ampliato in seguito?
Perché no! Io sono disponibile ad approfondire e a trovare i necessari accordi sulle cose da fare. Questa è una esperienza che mi ha riempito di soddisfazione e molto volentieri vorrei portarla altrove. Sincerità impone però che, quando si tratta di trasporti, molte scelte dipendano dalla disponibilità delle risorse da impegnare e dai relativi vincoli aziendali. Questo nulla toglie alla mia disponibilità a portare avanti questi temi. 

Crede che il valore dell’inclusione e quello della mobilità siano due concetti che viaggiano, e qui è proprio il caso di dirlo, insieme?
Certamente. I mondi si devono parlare e, se hanno caratteristiche diverse, è importantissimo che comunichino a qualsiasi livello. Ritengo che la collaborazione, avviata in questa occasione con l’ANMIL e l’UICI, possa estendersi anche ad altri ambiti, come ad esempio alla progettazione delle fermate riservate alle persone con disabilità. C’è ancora molto lavoro da fare su questo piano in tutte le province servite dal CCT nord e quindi, grazie a questa collaborazione, potremo disporre di una fonte di informazioni preziosissime, da non disperdere, anzi da aumentare, cosa che mi auguro. Adesso siamo operativi soltanto a Lucca, ma niente vieta che questa sinergia sia il viatico per allargare l’esperienza anche agli altri territori di nostra competenza e cioè Pisa, Livorno e Massa Carrara.  

Le è piaciuta la vignetta disegnata da Michele Russo e che emozioni le ha suscitato?
Mi è piaciuta tanto. L’ho vista nascere, a cominciare dai bozzetti che mi sono stati inviati dall’Ufficio Comunicazione dell’ANMIL. Il disegno di Michele Russo è molto efficace e sono veramente soddisfatta. 

Quanto le pubbliche istituzioni possono contribuire, a suo parere, a creare quel senso di unità che ogni persona, anche quella con un disagio fisico, può concorrere a realizzare?
Ritengo che molte città vadano ripensate anche in funzione di questo obiettivo. A volte ci sono luoghi, come Lucca in cui vivo, che non risultano facilmente modificabili, anche se ci sono grandi margini di miglioramento. Una situazione che non si presenta soltanto in Toscana, ma in tante parti d’Italia. Manca a volte un po’ di educazione in questo senso. Ecco perché  ho colto volentieri la palla al balzo quando ho parlato con i rappresentanti dell’ANMIL e dell’UICI e sono contenta del fatto che tutti insieme, mattone dopo mattone, possiamo crescere. L’immagine colorata che viaggia sul pullman può essere vista anche dai bambini, perché è da piccoli che bisogna innanzitutto imparare. Lo dico da mamma di una bimba di 12 anni, a cui ho sempre insegnato a lasciare il posto sull’autobus ad una persona anziana o ad una in difficoltà. Metabolizzare piano piano un’immagine, che viaggia per la città, aiuta a farla propria e a gestirla poi in modo corretto.

Da 1 a 10, quale voto darebbe alla città di Lucca sulla tema del superamento delle barriere architettoniche? 
A Lucca sono state fatte alcune cose importanti, come i musei accessibili e il lavoro sulle fermate degli autobus, tuttora in corso. La nostra realtà riflette quanto avviene sul piano generale del Paese. Posso dire però che, anche se non siamo un fiore all’occhiello, non siamo neppure sotto zero. Se dovessi dare un voto, direi tra un discreto e un buono, tra un 7 e un 8 di incoraggiamento. Siamo comunque sulla buona strada. Quello che intendo promuovere è un messaggio semplice, concreto, di educazione civica perché credo nei tanti, piccoli passi. E anche se penso che non stiamo facendo cose che passeranno alla storia, sono altrettanto certa che, se ognuno di noi oggi realizza il suo piccolo tratto, tutti insieme domani raggiungeremo grandi traguardi.